Io Sono Un Gatto – Natsume Soseki

“Uhm… e chi erano queste donne?” si informa il mio padrone con una punta d’invidia. Ha sempre un’aria apatica e disinteressata, ma non è certo indifferente alle signore. Una volta, in un libro straniero ho letto di un tale che si innamorava della maggior parte delle donne che incontrava. L’autore diceva per scherzo che su dieci donne che vedeva passare per la strada, si poteva calcolare che il protagonista di innamorasse di sette, ma il padrone leggeva pieno d’ammirazione senza cogliere l’ironia, questo è il suo livello. Ora, il fatto che un umo tanto volubile conduca la vita segregata di un’ostrica è qualcosa che io, gatto come sono, non riesco a capire.

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soseki-copertina

TITOLO: Io Sono Un Gatto

AUTORE: Natsume Soseki

TRADUTTORE: Antonietta Pastore

EDITORE: BEAT Bestseller

PAGINE: 510

EURO: 14,50€

Il Novecento è appena iniziato in Giappone, e l’era Meiji sta per concludersi dopo aver realizzato il suo compito: restituire onore e grandezza al paese facendone una nazione moderna. Il potere feudale dei daimyo è un pallido ricordo del passato, così come i giorni della rivolta dei samurai a Satsuma, e l’esercito nipponico contende vittoriosamente alla Russia il dominio nel Continente asiatico. Per Nero, il gatto di un vetturino che spadroneggia nel quartiere in cui si svolge questo romanzo, i frutti dell’epoca moderna non sono per niente malvagi: ha un pelo lucido e un’aria spavalda impensabili fino a qualche tempo fa per un felino di così umile condizione. Per il protagonista di queste pagine, invece, un gatto dal pelo giallo e grigio, che i suoi simili sbeffeggiano chiamandolo “Senza nome”, le cose non stanno così: dinanzi ai suoi occhi si dispiega tutta l’oscura follia che aleggia in Giappone all’alba del XX secolo. Il nostro eroe vive a casa di un professore che si atteggia a grande studioso e che, quando torna a casa, si chiude nello studio. Di tanto in tanto il gatto va a sbirciarlo e puntualmente lo vede dormire. Certo, il luminare a volte non dorme, e allora si cimenta in bizzarre imprese. Compone haiku, scrive prosa inglese infarcita di errori, si esercita maldestramente nel tiro con l’arco, recita canti no nel gabinetto, spettegola della vita dissoluta di libertini e debosciati… Insomma, mostra a quale grado di insensatezza può giungere il genere umano in epoca moderna…

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