Romania on the road – Giorno 2

Mǎ simt liber, liber, ȋn astǎ lume. Ca pasǎrea cerului privitǎ prin cǎtarea puştii.

Mi sento libero, libero in questo mondo. Come l’uccello del cielo visto attraverso il mirino del fucile.

Nicolae Petrescu-Redi

14/08/2016

Wien – Vienna

Iera sera, camminando, abbiamo scoperto che vicino al nostro hotel c’è uno Starbucks. La mia anima consumista esige che mi ci rechi questa mattina, devo prendere la tazza e un americano take away!

NdA: alla fine abbiamo fatto tardi nelle stradine vicino all’hotel, e non siamo andati alla caffetteria. Soldi ben risparmiati visto che il premio è stata una piccola passeggiata viennese.

Nella corte interna della Pension regna la pace assoluta, sebbene siano le sette e io sia sveglia da un’ora, non ho ancora sentito i classici rumori del risveglio. Sarà perché è domenica.

Mentre la nostra meta si avvicina, sto continuando a leggere “Lungo la via incantata” di William Blacker, trovo questo libro più bello ad ogni paragrafo.

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Ungheria

Arrivati al confine, anzi in prossimità, abbiamo commesso un errore di calcolo comune: attendere l’ultimo distributore per fare il pieno di benzina. Risultato, siamo stati in coda per mezz’ora. Mai vista tutta quella gente ad una stazione di servizio contemporaneamente.

Passato il confine, la radio ungherese ci ha dato il benvenuto con “Poison” di Alice Cooper. Che amore.

La campagna somiglia più alla nostra che non a quella austriaca. Abbiamo costeggiato immensi campi di girasoli e granturco.

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Budapest

Grazie al navigatore pazzo, siamo passati da Budapest. Nel vero senso del termine. Siamo entrati a Buda, abbiamo attraversato il Danubio, e siamo arrivati a Pest, il cuore del centro. Ricordavo che fosse una bella città, m vederla d’estate è decisamente meglio che visitarla a Capodanno. Soprattutto per il clima.

Grazie a questo attraversamento sono riuscita a fare qualche bella foto e a vedere la splendida stazione ferroviaria.

L’immagine che Budapest regala di se dal finestrino è quella di una vecchia capitale con un illustre passato e un faticoso presente. I palazzi vecchi sono lasciati un po’ andare ma nonostante questo la città appare viva, piena di persone e negozi con insegne colorate e particolari.

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Romania

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In cielo ho visto una tartaruga di mare con la parrucca da avvocato

Alla fine ci siamo riusciti, siamo arrivati in Romania. Il primo impatto con la dogana è stato quasi divertente, c’era la polizia ovunque ma nessuno considerava noi e tutti quella della fila “EUROPA”.

Passata questa linea, ciò che appare subito sono case molto piccole, in mente, mezze diroccate. E grossi magazzini, ve ne sono tanti lungo la strada per Oradea.

In Romania non esiste una rete di autostrade come la nostra – “Hanno rubato tutto, pure l’autostrada” – mi ha detto AM a cena – perciò il modo più veloce e facile per arrivare a Turda è prendere la statale E60 fino a Cluj-Napoca e da li la E81 fino a Turda.

Lungo il percorso si attraversano i paesaggi più diversi. Per molti chilometri abbiamo passato verdi colline piene di piccole abitazioni, ciascuna con il suo orto e i suoi animali. Qui e la ci sono paesini lungo le cui strade può capitare di vedere uomini e donne che vendono frutta, verdura e formaggio provenienti dal proprio cortile. Mi ha ricordato la mia vacanza in Croazia.

Ad ogni modo, la parte del viaggio che ho apprezzato di più è stata sicuramente quella fra le colline. Le case erano tutte uguali e allo stesso tempo diverse. Tutte avevano il capanno sul retro, ma ciascuno lo aveva decorato a modo suo. Abbiamo visto greggi enormi di pecore, mucche da latte comodamente sedute sul ciglio della strada, un vecchio seduto sul suo carretto trainato da uno stanchissimo cavallo grigio.

E cani. Molti cani. Per lo più randagi. Ce ne sono tantissimi lungo le strade. Povere bestie.

In questa terra il contrasto fra vecchio e nuovo è veramente forte. Le luci che la sera accendono Cluj-Napoca non hanno niente a che vedere con le verdi colline che si incontrano pochi chilometri prima.

“Circa 300.000 abitanti, e ancora di più durante il periodo scolastico” questi sono gli abitanti della cittadina, secondo H il figlio di AM.

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All’ingresso della città di Turda c’era tutta la famiglia di AM ad attenderci. Ci aspettavano per cena e ci siamo scusati mille volte per non aver rispettato i tempi.

La Romania è un’ora avanti all’Italia, non avendo fatto bene i conti siamo arrivati invece che alle 20.30 alle 21.30 passate.

Dopo la registrazione in albergo siamo corsi a casa di AM. Ad attenderci c’era una tipica cena transilvana:

  • Ciorba de burta (zuppa con panna acida e trippa)
  • Salata de vinete (salsa di melanzane)
  • Vari antipasti rumeni
  • Sarmale (involtini di carne e riso chiusi nelle foglie di cavolo nero)
  • Brazoaice – Poale in brau (dolce ripieno di formaggio – in modalvo vuol dire “donna che si tira la gonna in testa”)

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Il tutto annaffiato dalla grappa di pere (ţuică ) fatta in casa da F il marito di AM.

Come assaggio dell’accoglienza rumena non è andata affatto male.

L’appuntamento è domani mattina alle 11 per andare a fare un’escursione in montagna. Stanchi ma felici ce ne torniamo nella nostra piccola camera di albergo, anzi motel.

 

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