Pagine Nomadi – Igort

Dopo la caduta dell’URSS l’uso della parola compagno (tovarich) è venuta meno. Dato che sarebbe maleducato dare del tu a qualcuno che non si conosce, è entrato nell’uso comune MUSHINA (uomo), o SENSHINA (donna) semplicemente.

Se parli con qualcuno gli dici uomo, a che ora chiudono i negozi, o per esempio: donna, dove si trova quella strada?

Questa bizzarria è vissuta in modo del tutto naturale, d’altronde tutto è convenzione. Galya mi spiega che la radice della parola MUSHINA è la stessa di MUJIK, contadino, in russo antico.

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h. 17, si alza un venticello che fa fremere le viti. Il cielo è chiarissimo, lattiginoso.

Avrei voglia di chiedere tante cose alla gente di qui, ma poi ti rendi conto che a queste coordinate la vita si attraversa senza troppe parole. Rimangono solo i silenzi, e i sorrisi, e i piatti fumanti di borsh.

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Mangio un piatto di ravioli con patate (varieniki), du pomodori con sale, un pochino di purea, due fette di anguria, tra gli sguardi esterrefatti del presenti che non credono al loro occhi: “esiste qualcuno che preferisca non mangiare carne!”

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La morte è spaventosa, ma ancor più spaventosa sarebbe la coscienza di vivere in eterno e di non poter morire mai.

(dai Taccuini di Anton Chechov) pag. 80

Igort - Quaderni russi

Il tuo viaggio in Russia ha cambiato il tuo modo di rappresentare le cose?

Il mio viaggio in Russia ha cambiato la mia vita in generale. Il mio metodo di lavoro è mutato, l’organizzazione delle mie giornate ha subito uno stravolgimento. Penso di aver ricevuto dalle esperienze che ho vissuto un dono, il mio sguardo è mutato. Non so, forse sono riuscito a vedere cose che prima non vedevo. Nel dolore spesso c’è la possibilità di arrivare ad una minuscola, personale, verità.

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Guardo come un bambino quello che il ghiaccio è stato capace di disegnare, onde del fiume sospese, glassate, come se il tempo si fosse fermato. Questa è la sensazione che si ha ovunque.

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“Compagni, non era mai capitata a Leningrado una notte di capodanno come questa. E’ inutile che vi racconti com’è. Bene, la sfida è accettata. State sicuri che Leningrado farà il suo dovere. Intanto ricordiamo ai fascisti tedeschi, finché sono ancora vivi, come e dove il popolo russo li ha già battuti”

Leningrado, città eroina. L’avrebbe premiata, Stalin, riconoscendo uno sforzo eroico che costò la vita a settecentomila dei suoi abitanti.

Anche se era noto che la rottura dell’assedio fu ritardata per volontà esplicita di Stalin, che voleva punire questa città intellettuale, e i suoi pensatori, troppo indipendenti.

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Parlo con un passeggero francese che ha venduto casa per riuscire a viaggiare per un paio di anni.

Mi dice che al bar ha chiesto una vodka. Gli hanno detto che non ne avevano. Poco dopo, al tavolo di fianco al suo due besinessman russi hanno chiesto della vodka, e gliene è stata servita una bottiglia intera.

Avete auto più fortuna di me, dice lui al businessman in tono polemico. Loro non capiscono l’inglese, ma poi colgono la dinamica dei fatti. Gli offrono un bicchierino. Poi un altro, e infine un terzo. La vodka è per i russi veri, non per i turisti, che non la reggono.

Per il vagone pascolano russi veri, ubriachi sino al midollo. Che ridacchiano e non sanno perché.

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“E’ una mia invenzione o la realtà?” chiedeva Parajanov a proposito delle sue visioni filmiche.

“Un’invenzione!” rispondevano gli amici.

“Sbagliato. E’ la realtà come la percepisco.”

Visionario, istrionico, allegorico. Pagherà la sua originalità con il gulag.

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TITOLO: Pagine Nomadidownload

AUTORE: Igort

EDITORE: Coconino Press

PAGINE: 176

COSTO: 16€

Due anni in cammino, in ascolto, alla ricerca dell’anima russa. Cechov, Gurdjieff, i contadini ucraini o le vittime del conflitto ceceno. Dopo due reportage disegnati (Quaderni Ucraini e Quaderni Russi), Igort ci accompagna dietro le quinte del suo viaggio con nuovi documenti, fumetti e interviste, foto, schizzi, appunti su arte e musica.

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