Il Gene del Dubbio – Nicos Panayotopoulos

Trovai altrettanto ridicolo che di fronte ai suoi quadri si soffermassero estasiate quelle stesse persone che prima vi passavano accanto frettolose per andare a prendere il treno. Coloro che allora incitavano i poliziotti a gonfiarlo di botte perché sgombrasse il marciapiede da quel ciarpame, adesso si scontravano con gli uomini della sua scorta personale per avvicinarsi e chiedergli un autografo. Che senso ha potersi rivolgere al grande pubblico, se si tratta d’imbecilli?

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Anno 2026. Uno scienziato scopre il gene dell’arte. Chi vuol essere considerato uno scrittore deve sottoporsi a un esame del sangue, pena la scomparsa dal panorama editoriale. Chi non sa scrivere ma è “positivo” al test, sforna bestseller sicuri. E questa è la prima rivoluzione copernicana nel mondo dell’arte, quella che dà origine a una sorta di fascismo intellettuale, di eugenetica mentale su cui domina incontrastata l’autorità della scienza. Fra i pochi dissidenti c’è James Wright, scrittore quasi affermato, che di fronte alla paura di una possibile smentita decide di vivere nel dubbio. Rifiuta di sottoporsi al test e si autocondanna al silenzio. Non se ne pentirà, se non per un attimo, poco prima di morire… E allora prenderà di nuovo carta e penna per tessere l’elogio del dubbio e urlare la sua provocatoria confessione.

Non lo saprà mai, ma il suo diario sarà all’origine di una seconda rivoluzione… Accattivante e inquietane. Nel futuro orwelliano dipinto dallo humor nero di Panayotopoulos riconosciamo bene, in tutta la sua sinistra attualità, il presente kafkiano che stiamo vivendo. Il mondo editoriale ne esce in brandelli e forse ci voleva proprio un romanzo come questo a lanciare un grido d’allarme prima che l’incubo di avveri.

“Fermi tutti”, ci vien voglia di dire leggendo queste pagine, fermiamoci prima di acconsentire che tutto questo accada.

Quando esiste lo scrittore? Quando scrive, oppure quando è letto? E che cosa è più importante? Che l’opera esista a ogni costo, sia pure orfana, oppure che venga tramandata con la segnalazione della sua paternità? Entrambe le possibilità sono seducenti, e non è semplice rispondere risolutamente: la prima! La vanità è l’amante degli artisti, la fedele compagna della loro Arte.

pag. 103

TITOLO: Il Gene del Dubbioscan0004

AUTORE: Nicos Panayotopoulos

TITOLO ORIGINALE: Το γονίδιο της αμφιβολίας

TRADUTTORE: Alberto Gabrieli

EDITORE: Ponte alla Grazie

PAGINE: 136

PREZZO: 12€

Albert Zimmerman riuscì a scoprire il gene dell’artista. O, per essere più precisi, riuscì a descrivere quelle aree del patrimonio genetico che determinano la tura artistica.

E non solo! Albert Zimmerman riuscì a descrivere con una buona approssimazione anche quelle differenziazioni che portano la natura artistica a esprimersi in un modo piuttosto che in un altro. In altre parole, Albert Zimmerman scoprì i geni del pittore, del musicista, dello scrittore…

Quei segni che, all’interno del caotico materiale genetico, determinano il vero creatore, confermando così, una volta per tutte, l’antichissimo detto poeta nascitur, non fit!

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