Tutto scorre – Vasilij Grossman

Giunto alla stazione, Ivan Grigor’evic sentì che ormai non aveva più senso vagabondare per le vie di Leningrado. Rimase piantato nel mezzo dell’alto e freddo edificio, concentrato in se stesso. E forse, a chi passava accanto a quel vecchio accigliato, gli occhiali alla nera lavagna degli orari, sarà capitato di pensare: eccolo là al bivio, l’uomo russo dei lager, ad almanaccare, a scegliere la sua strada.

Invece no, lui non stava scegliendo la sua strada.

TITOLO: Tutto scorre 41P-sD3rvYL

AUTORE: Vasilij Grossman

TRADUTTORE: Gigliola Venturi

EDITORE: Adelphi

PAGINE: 229

COSTO: 11 €

Vasilij Grossman scrisse questo libro, che è il suo testamento, fra il 1955 e il 1963. Come nel grandioso Vita e destino, non cambiò molto dello stile scabro e aspro che lo aveva reso celebre fra gli scrittori del realismo socialista. Ma vi infuse l’inconfondibile tono della verità. Con lucidità e fermezza, prima di ogni altro parlò qui di argomenti intoccabili: la perenne tortura della vita nei campi, ma anche l’altra tortura, più sottile, di chi ne ritorna e riconosce la bassezza e il terrore negli occhi imbarazzati di parenti e conoscenti; lo sterminio sistematico dei kulaki; la delazione come fondamento della società; il vero ruolo di Lenin e del suo «spregio della libertà» nella costruzione del mondo sovietico.

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