Amélie Nothomb – Barbablù (part 2 – fine)

– Si, uno sguardo esterno alla sua opera. Non crede che tutti gli artisti ne abbiano bisogno?

– No. E soprattutto non un fotografo. E’ l’arte cui più si addice il segreto. Un musicista o un coreografo soffrirebbero, credo, di non condividere la loro creazione. Uno scrittore ama che gli si parli dei suoi testi. Il fotografo gioisce solo del proprio sguardo.

pag. 73

– Che macchina fotografica ha?

– Una Hasselblad. Ho una scorta di pellicole superiore al mio consumo.

– Il tempo di posa è lungo con quell’apparecchio, no? Non facile, per un ritratto.

– E’ vero. Ma in otto sedute, ho fatto progressi.

Saturnine su colta da un attacco di tosse che alla fine si trasformò in singhiozzo.

– Ha fatto solo otto sedute di posa nella sua esistenza? Ha fatto solo otto foto?

– Ho scattato solo otto volte.

– Io che sono una pessima fotografa, ho scattato molto più spesso.

– Forse per questo è una pessima fotografa. Non ha preso coscienza dell’impatto di quel gesto. Per qualsiasi disciplina, il miglior motore è l’ascesi. A chi vuole scrivere, si dia poca carta. Al cuoco in erba, si propongano tre ingredienti. Oggi, principianti di ogni sorta ricevono un’orgia di mezzi. Questo non giova loro.

pag. 75

– Volevo che lei non fosse un assassino. Sono di quell’idiozia che va di moda oggi. Recentemente, un best seller mondiale ha sostenuto che esistessero vampiri gentili e innocenti. La gente ormai è contenta soltanto quando gli si dichiara che il male non esiste. Ma no, i cattivi non sono dei veri cattivi, il bene seduce anche loro. Che razza di cretini rimbambiti siamo diventati per berci e apprezzare queste teorie balorde? Stavo per cascarci, come le altre.

pag. 79

– Lei mi dà  la nausea. Spero che abitando in questa casa, le rovinerò l’esistenza!

– Non è presentandosi in camera mia, nel cuore della notte, quasi nuda sotto il kimono, e minacciandomi con un’arma bianca, che mi guasterà la vita, sono desolato di confessarglielo.

pag. 82

“Non sapevo di essere un simile mosaico” pensò. Com’era bello, non essere un’altra, ma cinquanta altre! Anche gli scatti che non le donavano le piacquero moltissimo. Tutto quello che lo spagnolo aveva colto di lei esisteva, il brutto e il bello, il fragile e il solido.

pag. 99

9782226242969-j

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...