Tre sistemi per sbarazzarsi di Tolstoj – Nicola Lagioia

Il termine barbaro, fatto discendere dal latino barbarus, quindi dal greco bárbaros, utilizzato per indicare gli stranieri, gli oltre confine, e in particolare i frigi, parti, persiani, avrebbe in realtà un’origine più antica. Bisognerebbe risalire al sanscrito bar bar, voce onomatopeica, raglio, cigolio del linguaggio, disastri sintattico, ascritta con biasimo a “colore che balbettano”, che “si esprimono come cani”, che “non si fanno capire”, di conseguenza chi, in un tempo lontano, non aveva ancora varcato i confini della Storia.

pag. 7

Tolstoj. Questo sì che è un grande romanziere. I piedi ben piantanti nella pianura russa. La barba lunghissima. Il fiato grosso di chi ha scritto Guerra e pace. Alcune stravaganze dovute alla vecchiaia ma grande robustezza di argomenti nel complesso. dimentica gli ultimi giorni di Tolstoj. La stazioncina ferroviaria dove a luogo ogni epilogo. La febbre che lo vide fuggirsene di casa a ottant’anni. Lì il grande romanzo è crollato. E’ forse proprio lì che finalmente è tutto crolla. Dimentica quelle ultime giornate. Inizieresti già a sospendere il giudizio. Ti troveresti a corto di aggettivi. Lo sentiresti vicino, questo gigante sull’orlo del collasso. Diventerebbe familiare. Così presente nella tua vita da farti perdere ogni interesse per i discorsi sul naturalismo russo. I paralleli con l’epica omerica. I saggi di Nicola Chiaromonte. La tua attenzione andrebbe allora a ripiegare su circostanze di delicata intimità. La curvatura della schiena, per esempio. L’eccezionale abilità nel gioco degli scacchi. La mano che passa e ripassa lungo la barba durante le partite. Il cosiddetto fascino del quotidiano.

pag. 11

Ogni volta che ho voluto dare una struttura solida a un mio scritto che superasse le tre pagine è finita malissimo. Certe saghe famigliari, questi personaggi che nascono crescono imparano muoiono. Esseri insignificanti che sbagliano: pagano il prezzo: diventano geniali. I prepotenti scoprono l’amore per il prossimo. Gli avari diventano prodighi. I vigliacchi si fanno coraggio. Non c’è mai niente di più ingenuo (e di più falso) (e più antiestetico) di un discorso che inizi per andare a finire.

pag. 14

Questo è la storia di una guarigione. Scritta da un convalescente. La guarigione è quella di Tolstoj. Di Tolstoj non so quasi più niente.

pag. 17

La mia mente aveva partorito la categoria del progetto. In quel momento ho perso l’adolescenza.

pag. 19

La Cina è la cattiva erba nell’aiuola di cavoli dell’umanità. L’erbaccia è la Nemesi degli sforzi umani. Tra tutte le esistenze immaginarie che prestiamo alle piante, alle bestie e alle stelle, forse è l’erbaccia che conduce la vita più saggia. È vero che l’erba non produce né fiori, né portaerei, né Discorsi della montagna. Ma in fin dei conti è sempre l ‘erba ad avere l ‘ultima parola. In fin dei conti tutto ritorna alla condizione della Cina. E’ quel che gli storici chiamano comunemente le tenebre del Medio Evo. Non c’è altra uscita che l’erba. L’erba esiste soltanto tra i grandi spazi non coltivati. Colma i vuoti. Cresce nel mezzo e fra le altre cose. Il fiore è bello, il cavolo è utile, il papavero rende folli. Ma l’erba è straripamento, è una lezione di morale. (Henry Miller)

pag. 20

“Alzati le maniche della camicia”.

Disse Tolstoj.

“Giammai”.

“Alza le maniche della camicia, fa’ un po’ vedere”.

“Vaffanculo. Tu e il principe Bolkonskij”.

Allora i denti, i denti. Apri la bocca. I denti.

pag. 29

TITOLO: Tre Sistemi Per Sbarazarsi di Tolstoj 71l5K5+gxML._SL1307_

AUTORE: Nicola Lagioia

EDITORE: Minimum Fax

PAGINE: 124

COSTO: 8 €

 Questo è un libro della giovinezza: quando si ha fame di teorie e una pazza voglia di negazione; quando la vita sembra troppo poco intelligente per i grandi sogni dell’esprimersi; quando la cultura è un ostacolo ma anche l’unico rifugio. I giovani si identificheranno, gli adulti leggeranno con nostalgia. 
Walter Siti
 Lagioia è uno degli scrittori più contemporanei che io conosca: nei suoi libri ci sono storie avvincenti imbevute di intelligenza e riflessione. 
Tiziano Scarpa

Un lui, una lei, la Roma di oggi, la classica storia d’amore che potrebbe ricominciare; ma il confidente del protagonista, fra partite a scacchi e tazze di caffè al bar, è… Lev Tolstoj. Con un linguaggio serrato ed elegante, un’ironia feroce, un continuo sovvertimento dei piani narrativi, Lagioia si diverte a trasformare la più convenzionale delle trame in «una macchina per la distruzione di cliché letterari» che non risparmiaGuerra e pace, le madeleines di Proust, il mito della droga e quello del ritorno all’infanzia: l’originalissimo esordio di uno dei narratori italiani più apprezzati di oggi.

MINIMUM FAX

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