I Tessitori di Sogni – Patti Smith (2)

Procedendo sul terreno coperto di piume e

lasciando cadere frasi come

“Scono stata in posti peggiori

Sono stata in migliori

Sono stata in giro…”

E tutto quello che vuoi è una mano soccorrevole.

Per essere sollevata dalla melma, dalla bellezza.

Per essere sollevata…

Lascio volare le finestre, affacciare sul fiume dove i bambini attingono l’acqua e le donne battono le camicie dei mariti con una pietra.

pag. 75

Si chiamava Harry Richel, un nome perfetto per un detective, anche se più che un detective sembrava uno sciamano. Se ne stava seduto, con qualunque tempo, nel tratto asciutto davanti alla sua casa leggermente inclinata, con scandole nere che la facevano apparire bidimensionale. Se ne stava seduto vicino a cassette di arance colorate e vendeva esche, soprattutto vermi e pescetti. Non lo incontrai mai altrove e lo vidi alzarsi solo una volta per entrare nella sagoma nera della sua baracca e scomparirvi.

Sua moglie era morta nel 1947 e lui l’aveva sepolta in giardino. Questa mi sembrava la massima espressione della libertà: poter scegliere dove seppellire un proprio caro. Immaginavo che stesse seduto lì non solo per vendere esche, ma anche per vegliare su di lei.

pag. 77

woolgathering

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