Demoni e Muse – Patricia Duncker

E’ l’incarnazione delle loro peggiori paure: le spiagge francesi abitate da omosessuali predatori che si gettano sui ragazzini e ne corrompono l’innocenza. Ovviamente agli eterosessuali è concesso: pensate a Colette… ad ogni modo, solo una recensione ha definito l’episodio “disgustoso”. E per quanto riguarda gli americani, be’, loro dai francesi si aspettano esattamente quello. Non ho dovuto tagliare una parola, per la traduzione. Forse avrei dovuto punire il mio narratore assassinandolo come Thomas Mann fa con Aschenbach… giusto per ravvivare i loro moralismi piccini e borghesi.

pag. 82

A volte una figura, un viso, una voce, un paesaggio descrivono un contorto nella mia mente, cominciano ad abitare la mia memoria, pretendono che gli sia data una forma nuova per mezzo della scrittura: è stato così per il bambino sulla spiaggia.

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Ci sono momenti in cui vorrei non capire l’inglese, così non dovrei stare a cavillare sulle loro idiozie.

pag. 85

Articoliamo le nostre paure, come bambini al buio, diamo loro dei nomi in modo da poterle domare.

pag. 85

Perù me, la morte sarà soltanto la porta che si chiude lieve sui rumori che tormentano, assillano e perseguitano il mio sonno.

pag.96

TITOLO: Demoni e Muse 218859

AUTORE: Patricia Duncker

TRADUTTORE: Isabella Zani

EDITORE: Neri Pozza

PAGINE: 235

COSTO: 15,50 €

Un crepuscolo nebbioso avvolge, in questa giornata del 1993, l’Hôpital Sainte-Marie di Clermont-Ferrand, il più grande ospedale psichiatrico della Francia centrale. In una stanza vuota di quell’imponente massa di edifici al centro della città, tra l’odore acre di escrementi e disinfettanti, Paul Michel, l’ex enfant prodige della letteratura francese, magro, pallido, con le guance ispide, la maglietta che gli penzola molle e sporca contro il petto, gli occhi accesi, selvaggi, aspetta un suo giovane lettore venuto dall’Inghilterra. Sono trascorsi nove anni da quella notte del 30 giugno 1984 in cui lo scrittore fu arrestato al cimitero Père Lachaise di Parigi. La polizia lo aveva trovato urlante, in lacrime, mentre scoperchiava le tombe col piede di porco con cui qualche istante prima aveva fracassato il cranio, rotto il braccio e inferto ferite multiple al custode del cimitero, che aveva tentato di fermarlo. Schizofrenia paranoide fu la diagnosi immediata del reparto psichiatrico del Sainte-Anne, in cui il vincitore del Premio Goncourt del 1976, l’autore di La fuite e altri celebri romanzi tradotti in quasi tutto il mondo, fu ricoverato. La vicenda ebbe un’eco enorme sulla stampa, che naturalmente non trascurò di alludere a un nesso tra la personalità di Paul Michel, scrittore omosessuale, e la sua follia. Paul Michel ha, infatti, tutto ciò che può assicurare il plauso e il disprezzo: è un grande talento e, insieme, uno scandalo, un’eccezione. Un uomo che non si cura della propria fama, che si mette volutamente contro tutto e tutti, che sposa posizioni politiche provocatorie. Un uomo attraente e, tuttavia, sempre solo, senza famiglia, passato, legami. In realtà, Paul Michel sa che in quella notte del 30 giugno ha violato le tombe del Père Lachaise perché il legame stesso della sua vita, il legame col suo demone e la sua musa, Michel Foucault, era finito per sempre. Foucault era morto. E perché darsi la pena di esistere se il proprio demone è morto? Perché poi ricevere uno stupido ragazzo inglese che si dice tuo lettore, se il tuo Lettore è morto? Romanzo furibondo, doloroso, torbido e romantico sul confine che separa e unisce scrittura e lettura, follia e desiderio, sessualità e pensiero, Demoni e muse ha rivelato sulla scena letteraria internazionale lo straordinario talento di Patricia Duncker.

Neri Pozza

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