La volpe e il drago

Mediaeval Vulpes

Fedro 4,20 [21]

Una volpe, impegnata a scavarsi la tana, mentre gettava fuori la terra e realizzava cunicoli in profondità, giunse nella parte più interna della grotta di un drago, che custodiva tesori nascosti. Appena lo vide, disse: “Ti prego di perdonare prima di tutto questa avventatezza; poi, se ben comprendi quanto l’oro non convenga al mio stile di vita, rispondimi, sii cortese. Quale frutto ricavi da questa fatica o quale premio è così grande da toglierti il sonno e da farti vivere nelle tenebre?”. “Nessuno – disse il drago – ma questo compito mi è stato affidato dal sommo Giove.” “Dunque non prendi nulla per te e non dai niente a nessuno?”. “Così vuole il fato.” “Non adirarti se parlerò liberamente: chi è simile a te, è nato sotto dei incolleriti. Destinato ad andare là dove finirono i tuoi antenati, perché, con mente cieca, tormenti il tuo infelice animo?” Dico a te, avaro, gioia del tuo erede, a te che frodi gli dei dell’incenso e te stesso del cibo, che triste ascolti l’armonioso suono della cetra, che la letizia dei flauti affligge; a te, a cui i prezzi dei cibi strappano un gemito; a te che, pur di aggiungere spiccioli al patrimonio, affatichi il cielo con ignobile spergiuro, a te che tagli ogni spesa per il tuo funerale, perché Libitina non guadagni dal tuo patrimonio.

pag. 286

4376340887_68d2eabcf5

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...