Bram Stoker – Doppie Identità. I più famosi impostori della storia

Prefazione

Il tema dell’impostura è un argomento sempre interessante, e gli impostori – in questo o quel travestimento – seguiteranno sempre a esserci finché la natura umana resterà tale e quale è sempre stata, e la società sarà pronta a farsi ingannare. Le storie di famosi casi di impostura contenute in questo libro sono state raggruppate insieme per mostrare che quest’arte è stata praticata in molteplici forme da molteplici “artisti”, travestiti, pretendenti, imbroglioni e bugiardi d’ogni risma. Ci sono quelli che si sono mascherati per acquistare ricchezze, fama, potere e quelli che invece erano appassionati dell’arte per l’arte. Talmente numerosi sono i casi che il libro non può certo esaurire la casistica.

Ciò non di meno, l’autore – le cui principali esperienze sono state fatte nel campo della narrativa di fantasia – ha mirato a trattare queste vicende come se fossero trame di romanzi, tranne che tutti i fatti narrati sono realmente accaduti, e non ha tentato di aggredire il tema da un punto di vista etico. Tuttavia, dallo studio di questi impostori, dei fini che si prefiggevano, dei mezzi adottati, dei rischi che correvano, delle punizioni che subirono, ogni lettore può trarre le sue conclusioni.

Gli impostori di sangue reale occupano i primi posti dato il fascino del trono e del potere che ha allettato tanti a tentare la sorte. Perkin Warbeck mise in atto la sua regale impostura all’età di 17 anni e osò muover guerra a Harry Hotspur prima di porre fine alla sua breve tempestosa esistenza sulla forca. Allorché una corona era in palio, non stupisce che degli uomini siano stati pronti a correre ogni sorta i rischi, come colore che si spacciarono per il re del Portogallo, Sebastiano, o per Luigi XVII di Francia.

Che possa essere molto difficile smascherare l’impostura è dimostrato sia da Cagliostro sia da diverse donne – come la Principessa Olivia, Hannah Snell e Mary East – che si spacciarono per uomini, affrontando magari perfino la prova del fuoco sul campo di battaglia.

Una delle più straordinarie e famigerate imposture che si conoscono fu quella di Arthur Orton, pretendente a un titolo nobiliare e a una grossa eredità, il cui smascheramento richiese tempo e denaro e un processo giudiziario pressoché interminabile.

La credeva nelle streghe offre molti esempio dell’inverso dell’impostura, poiché nella maggior parte dei casi era la superstizione ad attribuire poteri malefici a innocenti donne che finivano sul rogo.

Il perdurante dubbio riguardante il vero sesso del Cavaliere D’Eon mostra come una credenza, per quanto infondata, possa persistere. Parecchi casi recenti attestano inoltre l’eccezionale credulità delle masse. Il caso Humbert, il caso Lemoine sono esempio classici di come la credulità della gente possa essere sfruttata a fini di lucro da imbroglioni di ogni risma.

La vicenda del Ragazzo di Bisley – che si fonda su una secolare tradizione – ha richiesto più spazio e un trattamento più dettagliato. L’autore confessa che a tutta prima era propenso a rinunciare a questa storia per quanto inverosimile essa appaia a prima vista. Il lavoro intrapreso però andava portato a termine. C’erano tante circostanze, tanti grovigli, misteri, incongruenze, enigmi, e una messa di indizi che indicavano una soluzione – che l’autore quasi aveva paura di afferrare come una “possibilità”… o si trattava solo di una leggenda?

All’inizio il lavoro tra libri e mappe sembrava indicare che così lontano dall’argomento – impreciso e iniziale com’era ed essendo fantastico – esso era adatto alla più paziente delle indagini. Di fatto sembrava sempre che libri e mappe si preoccupassero di rendere pubblica una tradizione locale che era stata nascosta o occultata da qualche parte per tre secoli, ed era divenuta una scoperta importante e non solo a livello nazionale. Di conseguenza, l’autore, con l’aiuto di alcuni amici a Bisley e nei dintorni, ripassando l’argomento, e usando i suoi occhi e le sue orecchie, è arrivato alle loro stesse conclusioni. Inoltre, essendosi reso necessario un approfondimento, in maniera naturale, una dopo l’altra, le iniziali difficoltà sembrarono trovare la loro soluzione con uno studio più esauriente del tempo e delle circostanze che presentavano non poche difficoltà nella veridicità della storia, nel complesso se non nel dettaglio. Quindi, punto dopo punto, appoggiata dalle analisi precedenti e dalla storia, la probabilità inizia a prendere il posto della possibilità, fino a che l’insieme, poco alla volta, prende la forma di una catena che collega gli anelli con forza e forma un intero coesivo. Questa storia contesta l’identità della Regina Elisabetta, uno dei più famosi sovrani che il mondo abbia mai visto e accenna a una chiarificazione delle circostanze della vita del monarca che più a lungo ha fatto scervellare gli storici e autorizzerebbe alle più serie considerazioni. Per farla breve, se fosse vero, le sue indagini tenderebbero a rivelare la più grande impostura conosciuto nella storia e alla fine la mancanza di lealtà verrebbe tralasciata.

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TITOLO: Doppie Identità. I più famosi impostori della storia

AUTORE: Bram Stoker

A CURA DI: Lilli Monfregola

TRADUTTORE: Pier Francesco Paolini

EDITORE: Robin edizioni

PAGINE: 310

COSTO: 15,00 euro

Bram Stoker è per tutti l’autore di Dracula, il romanzo che ne ha eternato la fama come scrittore del terrore sebbene nasconda una miniera di altri interessantissimi contenuti letterari. Con la pubblicazione di Doppie Identità, finora inedito in Italia, viene alla luce l’intrigante tema – correlato a quelli della metamorfosi, del macabro e delle zone oscure della coscienza – del doppio e dell’arte dell’inganno a scapito di una vittima inconsapevole. In questo saggio il lettore può trovare tuttavia molto di più: si analizza l’arte dell’impostura nella Storia e le diverse forme in cui è stata praticata. Ne scaturisce una gustosa rassegna di uomini e donne, spesso famosi e “insospettabili”, che nel corso dei secoli si sono nascosti sotto mentite spoglie per volontà o per caso, quai sempre al fine di ottenere un personale, meschino tornaconto. Fino alla straordinaria rivelazione che la regina Elisabetta I, forse, era di sesso maschile.

(trama presa dal sito della casa editrice Robin Edizioni)

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