Igiene dell’assassino – Amélie Nothomb (3 – fine)

– Niente di più semplice. Ogni volta che un passo mi faceva morire dal ridere, capivo che sotto c’erano il bluff. E l’ho trovato molto abile: combattere la malafede con la malafede, con il terrorismo intellettuale, essere ancora più subdolo dell’avversario, è una tattica eccellente. Anche troppo, forse, perché troppo sottile per un nemico così grossolano. Non spetta a me ricordarle che il machiavellismo fa raramente centro: le clave schiacciano meglio dei marchingegni raffinati.

(pag. 66)

-[…] lo pseudo-lettore, bardato nel suo scafandro, passa in assoluta impermeabilità attraverso le mie frasi più sanguinose. Ogni tanto esclama rapito: “Che carino, questo simbolo!” E’ quella che si chiama lettura pulita. Un’invenzione meravigliosa, molto gradevole da praticare a letto prima di dormire; rilassa e non sporca nemmeno le lenzuola.

(pag. 89)

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 – Vuole ridere? Sì. Lei non sfugge alla piattezza umana, ma possiede una qualità rarissima.

– Ardo dalla voglia di conoscerla.

– Penso che sia una qualità innata, e constato con sollievo che il suo stupido apprendistato non è riuscito a corromperla.

– Allora, qual’è questa qualità?

– Lei, almeno sa leggere.

Silenzio.

– Quanti anni ha, signorina?

– Trenta.

– Il doppio di Léopoldine alla sua morte. Ecco la sua circostanza attenuante, povera piccina: lei ha vissuto troppo.

– Come! Sarei io ad avere bisogno di circostanze attenuanti? Il mondo alla rovescia.

– Deve capire che cerco una spiegazione: ho davanti a me una persona dall’intelligenza acuta, e dotata del raro dono della lettura. Mi chiedo allora che cosa abbia potuto corrompere doti così belle. Lei mi ha dato la risposta: il tempo. Trent’anni sono veramente troppi.

(pag. 90)

– Grazie a lei, sto per scoprire che cos’è la costernazione.

– Lo vede? E’ lei che lo ha detto. L’amore comincia con la costernazione.

– Un attimo fa diceva che comincia con il desiderio di uccidere.

– E’ la stessa cosa. Ascolti ciò che affiora in lei, Nina: senta quello stupore immenso. Ha già sentito una sinfonia più armoniosa? E’ un meccanismo troppo perfetto e sottile per essere percepito dagli altri. Ha coscienza della straordinaria diversità degli strumenti? Dal loro accordo sbagliato potrebbe nascere solo cacofonia – e invece, Nina, ha mai sentito niente di più bello? Decine di movimenti che si sovrappongono attraverso di lei, e che fanno del suo cranio una cattedrale, e che fanno del suo corpo una cassa di risonanza vaga e infinita, e che fanno della sua carne magra una trance, e che fanno delle sue cartilagini un abbandono – ecco che l’innamoramento ha preso possesso di lei.

(pag. 123)

– Caro vecchio pazzo, per poco non mi convinceva. I suoi discorsi mi davano ai nervi oltre ogni dire; stavo per perdere la testa. Ora mi sento molto meglio. Devo ammetter che aveva ragione: lo strangolamento è un’operazione molto gradevole.

(pag. 125)

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