Il lupo Fenrir finisce al guinzaglio

Tyr e Fenrir - Illustrazione di John Bauer
Tyr e Fenrir – Illustrazione di John Bauer

Come abbiamo narrato prima, nella Foresta di Ferro abitava una gigantessa che si chiamava Angaboda; ella diede alla luce tre mostri: Hel, il Serpente di Midgard e il lupo Fenrir. Gli Dei presero il lupo con loro e lo allevarono nella loro corte, dove potevano tenerlo d’occhio agevolmente. Il lupo divenne talmente feroce, che nessuno all’infuori di Tyr osava portargli la razione di cibo. Intanto gli Dei notavano che man mano che il tempo passava, la belva diventava più grossa e più forte, ed ebbero il presentimento che un giorno li avrebbe portati alla rovina. Si riunirono dunque in consiglio per vagliare le possibilità di trovare un guinzaglio sufficientemente robusto per legarvi la bestiaccia; così costruirono una corda resistente il più possibile. Poi la mostrarono al lupo e gli dissero: – Facci vedere se sai spezzare questa fune! – Il lupo diede un’occhiata alla corda e lasciò che gli Dei lo legassero: ma non appena tese i muscoli la corda si spezzò. Gli Dei ci riprovarono, e costruirono un guinzaglio due volte più robusto del precedente; poi cercarono di gabbare il lupo, dicendogli che se avesse mandato in pezzi un oggetto costruito con tanta maestria, sarebbe diventato famoso per la sua forza. Il lupo aveva sentito aumentare la sua potenza sempre più da quando aveva spezzato il primo guinzaglio e, pensando che per acquistare fama fra i popoli doveva certamente tentare una qualche impresa gloriosa, acconsentì ad essere messo al guinzaglio. A un cenno degli Asi, il lupo cominciò a dimenarsi: e sbatté la catena al suolo e si contorse finché il laccio esplose in mille pezzi. A quel punto gli Asi si spaventarono sul serio: si resero conto che senza una qualche astuzia non avrebbero avuto ragione del lupo. Allo spedirono un messo giù nella fucina dei Nani: era giunto il momento che mettessero alla prova la loro abilità. I Nani si misero subito all’opera, e fabbricarono un guinzaglio liscio e soffice come un nastro di seta, e tuttavia più resistente del metallo. All’uopo impiegarono materiali che nessuno al mondo è in grado di reperire e tantomeno di dominare: passi felpati di gatto, barba di donna, radici di monte, respiro di pesce e sputo di uccello, e intrecciarono il tutto con tendini d’orso. Una volta che gli Dei furono entrati in possesso del capolavoro dei Nani, con una menzogna attirarono il lupo su di un’isola, e gli mostrarono il nastro di seta: lo fecero scivolare di mano in mano, affinché tutti provassero a stracciarlo, ma nessuno vi riuscì – Sembra una cosuccia da nulla – commentarono, – eppure questo nastro è più forte di quanto si possa immaginare dal suo spessore; ma forse tu sei in grado di spezzarlo come hai fatto con gli altri due guinzagli.- Il lupo subodorò che qualcosa non stava andando per il verso giusto, perciò replicò: – Questo laccio non sembra un granché, è vero, e non mi pare neppure che a spezzarlo si ricavi chissà quale onore; se però è stato fabbricato con trucchi e sotterfugi, state pur certi che, per quanto così sottile, quella corda non finirà attorno alle mie membra -. Gli Dei allora risposero: – Un nastro di seta di questo spessore non può certamente imprigionare uno che ha spezzato catene di ferro; d’altra parte, se tu non riuscirai nell’impresa, vuol dire che non dovremo più temerti, e quindi ti lasceremo libero-. Ma il lupo non ci stava: – Se arrivate a legarmi senza che io trovi un modo per liberarmi, mi toccherà aspettare a lungo il vostro aiuto, perciò non ho molta voglia di provarci. Comunque non avrete la soddisfazione di chiamarmi vigliacco: mettetemi pure quel guinzaglio addosso, ma contemporaneamente uno di voi deve infilare la sua mano nelle mie fauci, a riprova che questa impresa non nasconde inganno-. Gli Dei si scambiarono uno sguardo: non sapevano se il rimedio fosse davvero migliore del male, e nessuno aveva voglia di mettere a repentaglio una mano: ma alla fine Tyr allungò il braccio destro e lo infilò nelle fauci del lupo. A mano a mano che il lupo tendeva i muscoli, il nastro si irrigidiva, e quanto più di dimenava, con tanta più forza il laccio lo stringeva. Allora gli Dei scoppiarono a ridere, tutti, tranne uno: e quello era Tyr, la cui mano rimase nella gola del lupo. Gli Asi, infine, afferrarono la corda all’estremità, la fecero passare attorno a una grossa montagna e la fissarono saldamente negli abissi della terra; poi spinsero in profondità un macigno enorme col quale bloccarono il capo del guinzaglio. Il lupo spalancò le fauci, dimenandosi furiosamente nel tentativo di assalirli, ma gli Asi gli infilarono una spada nella gola, in modo tale che l’impugnatura si conficcò nella mascella e la punta nelle gengive. E così resterà il lupo, con i suoi latrati raccapriccianti e la bava che a fiumi gli cola dalla bocca, fino al giorno del Ragnarok.

coeprtinacopia

TITOLO: Miti e leggende del Nord

A CURA DI: Vilhelm Gronbech

TRADUZIONE DI: Anna Grazia Calabrese

ILLUSTRAZIONI DI: Ernst Hansen

PAGINE: 324

EDITORE: Einaudi Editore

Annunci

9 thoughts on “Il lupo Fenrir finisce al guinzaglio

  1. Lui si è sacrificato per tutti gli altri, il che lo mette su un gradino un tantinello più alto degli Dei che lo hanno lasciato fare, ben sapendo che avrebbe perso la mano… no?
    Comunque sì, un po’ per il lupo dispiace anche a me. Che ci vuoi fare, essere mostri non paga U.U

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...