Quando i sogni fanno paura

Sono sicura che tutti, bene o male, andiamo a letto con la stessa convinzione “dormire sonni tranquilli e fare dei sogni altrettanto piacevoli”. Tuttavia delle volte capita che un sogno apparentemente piacevole prenda una strana svolta, come una commedia che si rivela essere un film horror (?). Ecco, in questo periodo a me capita spesso. Non so perché, forse dovrei solo smetterla di guardare Criminal Minds la sera dopo cena. Ad ogni modo, mi accade sempre più spesso di trovarmi paralizzata all’interno del sogno, un po’ come se la paura bloccasse anche il mio inconscio impedendogli di muoversi e/o pensare.

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 Il sogno in questione comincia in un tranquillo centro commerciale. Due amiche sono insieme a fare shopping, incontrano dei ragazzi, chiaccherano insieme, riescono ad uscire prima che il centro chiuda e tutto sembra normale (se non contiamo che la vetrina del centro è fatta da scarpe che magicamente svolazzano davanti a noi). Poi, all’improvviso, l’amica svanisce.

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La protagonista viene parzialmente svegliata da un rumore nella sua camera e quando si riaddormenta trova davanti a se un paesaggio che non è quello da lei lasciato. Infatti non si cono più negozi, colori, tutto è bianco e nero. C’e l’ingresso di una casa, probabilmente di campagna. Tre scalini e due porte che danno su un cortile interno. I giochi di luce e ombra non la aiutano a vedere ma lei SA che infondo, nell’ultima porta sulla sinistra, c’è qualcuno. Lo sa perché lo sente, riesce a sentirne il respiro regolare, la presenza ingombrante nel sogno. Conosce la storia, sa chi c’è la dentro, sa cosa ha fatto. Sa in un certo senso che non le farà del male, se resterà ferma li. Poi un altro rumore, e la vita vera si confonde per qualche istante con il sogno. La presenza, quella persona alta, con i capelli scuri che arrivano un po’ sugli occhi, le sembra quasi di averla in camera. Lei è nel letto, sotto il piumone, le spalle rivolte verso la porta. Sa che si deve giare ma ha paura, e questo la paralizza. Resta immobile finché il sogno non torna a prendere il sopravvento. Ma è ancora paralizzata, ferma in quell’ingresso con gli scalini che sembrano raddoppiati. Le sembra che quell’uomo possa fare capolino da un momento all’altro da quella porta infondo a sinistra. All’improvviso una voce le arriva da dietro alle spalle, sembra un poliziotto. Le dice che hanno trovato dei guanti e una maschera (almeno così sembrava). Lei si volta per un istante e quando torna a guardare le scale, l’arco che la separava dal cortile si è fatto più basso e lei si deve chinare per vedere le prove che ora sono li ben messe sugli scalini. Guanti neri da motociclista ma la maschera non c’è. La presenza c’è ancora, ben nascosta e comunque evidente, ancora dentro la stanza. Però lei sa bene che non le farà del male perché lui ha già ucciso il suo obiettivo. Sa che c’era un uomo in quella casa, sposato con una donna che non lo amava. Sa che l’assassino ha ucciso quell’uomo in accordo con quella donna, per poter stare con lei. Sa che la Moglie lo ama ancora il suo Assassino, che lo difenderà sempre.

Poi la ragazza si sveglia, resta ancora un po’ immobile sotto il piumone. Infine si volta verso la porta. Non c’è nessuno. Forse.

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