Beauty and the Beast – Capitolo I

Sera. Visto che non ho voglia di scrivere (ma qualcosa voglio comunque postare) metterò qui il primo capitolo di una fanfic ancora in corso 🙂 godetevelo

 

{Il personaggio maschile NON è di mia invenzione. La sua creatrice è Lady Scarlatta e potete ritrovarlo anche qui }

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Alexis aprì gli occhi pigramente. Era ancora notte, forse le due o le tre. Dalla finestra aperta della camera arrivava un venticello freddo. Si passò una mano fri i lunghi capelli biondi.
Ancora quel sogno. Per quanto tempo ancora avrebbe sognato quegli occhi? Per quanto ancora avrebbe dovuto sentire quella sensazione di impotenza? Si mise a sedere sul letto, ormai sapeva che non avrebbe più ripreso sonno. Si alzò e senza nemmeno mettersi la maglia uscì nel corridoio.
Voleva della compagnia, voleva ardentemente qualcosa che lo distraesse.
E quel qualcosa dormiva poco lontano da lui, solo due camere pi giù, in quel lungo e stretto corridoio.
Si fermò davanti alla porta, un attimo di incertezza nel quale fu colto da uno strano pensiero, l’idea che quello che stava per fare fosse sbagliato. ciacciò via quell’ingombrante esitazione. Lui era Alexis Penko, mago purosangue e Mangiamorte. Nessuna lo aveva mai respinto, e quella piccola babbana non sarebbe stata da meno.

Entrò come un’ombra nella camera. Lei era li, addormentata nel suo letto, con il lenzuolo ritaro fin sopra ai seni e le braccia scoperte. I capelli ricci invadevano il cuscino e qualche ciocca le ricadeva anche sul viso bianco. La bocca morbida e rosea era socchiusa, quasi stesse per dire qualcosa. Alexis pensò che fosse qualcosa di perfetto.
Perfetto per quella notte, forse anche per quella successiva. Sapeva che dopo di sarebbe stancato di lei.
Era solo una babbana, non era come la sua Elinor. No, nessuna era come lei.
Si sedette sul bordo del letto, gli occhi azzurri animati da una luce sinistra. Le accarezzò il volto insugiando un poco lungo la linea del mento. Rimase in attesa, mentre la vedeva svegliarsi.
Lei si voltò ed aprì gli occhi, azzurri quasi come quelli di lui, se non fosse stato per quelle strature grige. Dopo un primo istante di sorpresa, lei parlò “Che cosa c’è?” chiese piano osservandolo. Lui sorrise sinistramente e si chinò a baciarle la fronte “Ho bisogno di compagnia” disse con finto tono innocente. La ragazza sorrise ironicamente “Al piano di sotto ci sono molte ragazze che vorrebbero passare la notte con te” disse scostando il volto da quello di lui.
Alexis sorrise ancora “Ma io voglio te” insistette carezzandole il mento. La giovane gli bloccò la mano “Per quanto? Una notte? Due?” disse in un sibilo “Non sono una delle tue donnacce, non puoi disprezzare la mia natura e poi entrare nel mio letto e credere che aprirò le gambe a comando” disse pungente mentre cercava di sottrarsi dalla sua presa. Il biondo rise piano “Coraggio Fucsia, lo sai che prima o poi cederai, sempre meglio cedere adesso, non puoi sapere se domani ti vorrò anora” si chinò cercando di baciarla.
Fucsia scostò il volto per sfuggirgli “Forse hai ragione” disse piano “Ed è vero, ti desidero. Quale donna non potrebbe desiderare un uomo tanto bello quanto misterioso? Ma il mio desiderio di ferma sul piano fisico, ed io rifiuto di concedermi ad un uomo che non amo e che non mi ama.” A quelle parole Alexis si discostò un poco e Fucsia potè così mettersi a sedere sul letto, fissandolo negli occhi “Mi rifiuto di svendermi così facilmente”.
L’uomo annuì, come scosse dalle parole di lei. Forse era stato troppo precipitoso a giudicarla. Allungò una mano come per accarezzarle i capelli, ma la ritirò subito dopo “Quindi mi desideri ma non mi ami… interessante” osservò accennando un sorriso. Era incuriosito da come i “sentimenti” di lei fossero così simili ai suoi.
Rimasero per un tempo indefinito nel silenzio più totale. Finchè…

“E adesso?” sussurrò Fucsia. Lui alzò gli occhi fiddandoli in quelli di lei, che gli parvero più dolci di prima “Posso comunque dormire qui? Non ho voglia di tornare in camera…” chiese serio. La ragazza lo osservò pensierosa. Per quella volta, si disse, avrebbe lasciato che la parte “ingenua” di lei vincesse. “Prometti di non allungare troppo le mani, e potrai dormire qui.” sentenziò marcando bene la parola -dormire- .
Alexis si mise una mano sul cuore con gesto teatrale e promise.
Fucsia si distese sul letto mentre lui teneva il lenzuolo alzato e si sdraiava al suo fianco. Si sdraiò con il volto rivolto verso il soffitto. Era abbastanza soddisfatto. Nella sua mente cominciò a pensare a come farla innamorare, a come abbattere certe stupide barriere. Era una bella sfida. Voltò il viso verso di lei, che gli dava le spalle, e sorrise soddisfatto del suo piano.
Da parte sua, Fucsia sorrideva metalmente. Era vero, saperlo li accanto a lei era una cosa che la riempiva di una strana emozione. Ma doveva stare attenta, o le avrebbe spezzato il cuore. Sapeva già che probabilmente Alexis si stava già facendo delle idee strane. Il trucco stava nel non cedere.
Se quell’uomo pensava di metterla nel sacco facendole gli occhi dolci si sarebbe accorto molto presto che non era così facile.

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