Drama and Stone

((la dove “Drama” sta per Drammaturgia e “Stone” per Rolling Stone, NdA))

Crisi esistenziali, chi non ne ha avute almeno una nella vita? Io ne sto attraversando una proprio ora. Il fatto è che non so che fare di me o della mia vita. Non sto scherzando, non so se continuare l’Università oppure mollare tutto… ma mollare per cosa? Per un lavoro che non c’è? Potrei anche fare come mio cugino e andare a vivere a Londra per un anno, ma sono troppo vigliacca e non ci riuscirei. Per adesso credo che finirò l’anno accademico e poi vedrò. Provo una forte invidia verso le persone che sanno cosa fare della propria vita, che sanno già cosa faranno fin da bambini.

Ad esempio, venerdì al corso di Drammaturgia abbiamo avuto ospite Mario Perrotta, attore e regista teatrale. Lui diceva che fin da bambino sapeva che avrebbe fatto l’attore. Provo una forte invidia anche per lui, perché mentre parlava di come e quando ha capito che voleva fare l’attore (aveva 5 anni) io mi rendevo conto che al contrario all’età di 21 anni non so né chi sono né cosa farò. Odio sentirmi così, provare invidia, sentirmi frustrata e via dicendo. Odio stare così perché alla fine non sto bene io, fisicamente. Mi sono tornati alcuni sfoghi sulla lingua, mi gira la testa se resto troppo tempo nei centri commerciali (quelle cazzo di luci!), mi annoio facilmente e ho il mal di testa perenne, per non parlare della mia pazienza (che è già poca) che diminuisce notevolmente. Ebbene si, sono una donna e non sarò mai veramente tranquilla o in pace con me stessa. Sono una donna e paradossalmente mi faccio un sacco di seghe, mentali. Mi sento come Alice (del film di Burton) quando fugge dal fidanzamento per correre dietro al Bianconiglio, solo che io sto correndo e non so dietro a cosa, e questo mi preoccupa un poco. Il fatto poi che insista ad associare fasi della mia vita a pezzi di film/canzoni/libri non mi aiuta moltissimo, dovrei smetterla, ma è come una droga. Mi è impossibile smettere di immaginare. Il periodo più bella della giornata per me è quando posso sdraiarmi sul letto per fissare il soffitto e immaginare che il mondo fuori non esiste, immaginare tutt’altro, qualcosa di alternativo, che non esisterà mai. Magari in cui il mio (oppure i miei) alter-ego sono degli eroi negativi (non mi piacciono le cose semplici). Ché poi anche questa cosa degli alter-ego dovrei finirla. Non giova alle mie relazioni sociali, nemmeno un po’. L a mia fantasia, credo, è ciò che in definitiva mi taglia fuori dal mondo. Passo troppo tempo a scrivere, ad immaginare e a leggere. Però come puoi smettere di fare qualcosa che ti fa star bene? Non so, la trovo una cosa impossibile, inconcepibile. OK adesso basta, il momento depressione pre-pranzo deve finire qui! E devo anche finirla di metterci 2 giorni per scrivere un post.

Ok ci sono. Cambiando completamente argomento, venerdì prima di andare in facoltà mi sono fermata all’edicola della stazione e ho comprato il nuovo numero di “Rolling Stones”. Non è da molto che leggo quella rivista anzi è da ottobre. Possiamo parlare di amore a prima vista, sarà per il modo di scrivere dei giornalisti o per gli infiniti spunti che mi da, ma da quel momento la compro tutti i mesi. Avevo provato a fare l’abbonamento, ma evidentemente un destino avverso ha voluto diversamente, pazienza. Dicevo, ho comprato la rivista e credo di aver goduto tanto quando sono incappata nell’articolo che parlava di Occupy Wall Street. Purtroppo non ho seguito tutta la vicenda molto da vicino, ma spesso andando in giro per il web (navigando col gommone, come dice mio nonno) mi è capitato di vedere articoli o foto di chi era li, di chi lotta per uno stato migliore e (magari) più giusto. Come ad esempio questo blog di questa artista (che io amo moltissimo) che ha partecipato al movimento e ha contributo (credo contribuisca ancora) con disegni molto belli ed espressivi. Poi ovviamente ci sono testate giornalistiche o blog che talvolta ne parlano, e mi capita di leggere articoli pro e contro i ragazzi/disoccupati/persone normali che lottano, sostanzialmente, per sopravvivere. In breve, l’articolo dell’invitato di RS mi ha (letteralmente) mostrato cos’era Occupy Wall Street, dei suoi momenti bui e di quando dopo la nevicata notturna “la prima di un lungo inverno a Libert Plaza, era un sollievo, una fantasia; una città immaginaria issava le sue bandiere”. Personalmente, quando vedo le persone protestare per qualcosa in cui credono, convinti delle loro idee, io mi commuovo. Non scherzo, piango veramente! Trovo bellissimo avere il coraggio di scendere in piazza, di beccarsi insulti e botte, per qualcosa in cui si crede, giusto o sbagliato che sia. Voltaire diceva “Non condivido la tua idea, ma sarei pronto a morire purché tu possa difenderla”. Perché le idee, anche quella che non ci piacciono, sono ciò che muovono il mondo, sono ciò che ci mantiene vivi. Mi sento molto V per Vendetta questa domenica, aiuto!

Cambiando ancora una volta argomento, è da un po’ che faccio sogni assurdi. Ad esempio qualche giorno fa ho sognato che scleravo con mia madre perché non volevo più andare all’Uni visto che non avrei mai preso tutti 30. Poi ho sognato che recitavo nel Macbeth diretta da un improbabile Shakespeare vestito in stile “Febbre del sabato sera”. Ma il sogno più bello l’ho fatto stanotte. Non so nemmeno da dove mi è uscito. Lo scrivo anche se non interesserà a nessuno:

Alors, mi trovavo a Parigi (la mia città, fino ad ora, preferita). Solitamente nei miei sogni io sono alta, magra, capelli lunghi e naso fino. Insomma un’altra. In questo invece ho il mio capello corto, non sono uno stecchino, diciamo che sono normale, e ho la mia nappa. In breve, non so perché ma mi trovavo in un appartamento con Louis Garrel (chi si interessa di cinema francese sa chi è). Non è un caso che mi sia sognata con lui in atteggiamenti amorosi, visto che fin da “The dreamers” l’ho trovato un attore interessante e carismatico. Dunque, senza perdere il filo, usciamo di casa e andiamo a fare colazione credo vicino a Notre Dame (in pratica nel sogno rivedo alcuni dei posti che ho visitato di persona). Poco dopo, come per magia, lui se ne va e appare la mia attrice preferita, Eva Green. Ci salutiamo come vecchie amiche e prendiamo un café. Nel tempo che prendiamo un café io le faccio una specie di intervista, le faccio domande sui film, sugli attori con cui ha lavorato, sulla sua vita, su come ci si sente a fare un nudo integrale davanti ad una cinepresa. Poi siamo andate alle Gallerie Lafayette e abbiamo letteralmente fatto la spesa. Nel mentre abbiamo chiaccherato ancora e ancora, è stato un bel sogno, pieno di colori e sembrava veramente di essere a Parigi. Non ricordo come sia finito, credo di essermi svegliata e basta. Però non so, fare la giornalista sarebbe un bel lavoro.

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2 thoughts on “Drama and Stone

  1. wow!
    allora, io non me la sento di darti consigli (parlando dell’università) però se studi qualcosa che ti piace e che ti appassiona continua. tanto la situazione in italia è quella che è (Una merdaaaa) tanto vale, quando dovrai cercare lavoro farlo almeno con “pezzo di carta” che attesti le tua capacità. almeno non parti proprio da zero.
    (che poi in realtà il conisglio te l’ho dato!ahahah)
    Anche a me è capitato, e capita, di non sapere cosa fare della mia vita. Le cose che mi piacerebbe fare sono molto difficili da raggingere, e in questo Stato, ancora di più. Però so cosa farmenene delle mie giornate, dei miei pomeriggi…uscire, andare in qualche posto sconosciuto della mia città (o città vicine), ristoranti etnici con le amiche, librerie, cinema, musei,passeggiate in posti mai visti…così giusto per far bere i miei sensi.
    In questo periodo di grande confusione tutto sembra difficile, tutto sembra incerto.
    hai detto che segui un corso di recitazione (bellissimo!) già questo è dare un senso alla propria persona!

    Io ieri notte ho sognato di essere la regina di francia. Mi avevano catturato e io dovevo dire al popolo francese che la monarchia era finita. fatto ciò mi avrebbero decapitata. (devi vedere che bel discorso in francese che ho fatto!!!).
    Avevo un vestito fighissimo, giallo e arancione…e pure quella parrucca alta, bellissima…!
    Quanto mi è dispiaciuto svegliarmi di botto!!!

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  2. rettifico, non seguo un corso di recitazione, ma di drammaturgia xD non FACCIO teatro in quel senso… comunque grazie mille per i consigli 😉 domani vado al cinema da sola però, perché voglio concentrarmi sul film. E poi, che dire… allora non sono sola a fare sogni strani! deve essere ganzo essere nei panni della regina di Francia… e poi che bello… sogni a colori! è tanto che non sogno a colori! ahahah

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